martedì 2 dicembre 2008

-21 days to kenya

Parto per il Kenya tra esattamente 3 settimane...
ufffff...
sono emozionata e felice ma anche impaurita...
é un pensiero costante quello che mi accompagna...questo non sará un viaggio come tutti gli altri...anzitutto non sará itinerante, ci sposteremo da Nairobi a Bomet ma staremo quasi totalmente alla Mosop...
credo che sará un esperienza umana che lascia il segno...l'ho sognata a lungo l'africa..l'ho vista attarverso gli occhi di persone importanti, l'ho sognata con le loro immagini e filtrata nelle loro parole...
é stato un viaggio e un sogno mancato..
eppure quella guida routard, me la sono portata in spagna, consapevole che non sarebbe stata una kimera...
mi spaventa l'africa..
mi spaventa piu del sudamerica e dell'asia...per il poco che la consco...
perche il continente madre di tutti i continenti é la nostra radice tradita...
e non solo ho paura di quello che vedró e proveró...ma ho anche paura di come torneró...

no, non é una paura normale, é una paura mista ad aspettativa ed eccitazione...
é voglia di misurarsi....

come quando qcs é talmente grande che si riesce con fatica a immaginarlo...
quella che sará la mia africa in mezzo alla loro africa...

martedì 18 novembre 2008

lunedì 10 novembre 2008

The measure of my dreams

la mala leche ya se fue...y navegando en el web y como siempre leyendo las palabras de nuevas canciones, me fijo en esas palabras....tan verdaderas....

"Sometimes I wake up in the morning
The gingerlady by my bed
Covered in a cloak of silence
I hear you in my head
I'm not singing for the future
I'm not dreaming of the past
I'm not talking of the fist time
I never think about the last

Now the song is nearly over
We may never find out what it means
Still there's a light I hold before me
You're the measure of my dreams
The measure of my dreams"

brothers and sisters

quello che mi mette davvero "de mala leche!" é la sensazione di non essere capita, essere fraintesa e che qualcuno che dovrebbe conoscerti bene, come mio fratello, abbia un'idea cosi distorta di me...
io non fingo, non ne sono capace e non posso essere quella che non sono....
ma non sopporto che qualcuno a me cosi caro e il cui giudizio sia cosi importante x me, mi reputi una egoista/menefreghista/irrispettosa degli altri....
Quando poi la miccia parte da un gesto di attenzione volto a semplificargli le cose....
non ho quasi mai usato il blog in prima personaper qualcosa di cosi personale, ma bisogna che mi vada via questa inquietudine interiore che ho da ieri mattina....

giovedì 6 novembre 2008

post OBamanos - Washington- Roma- la distanza...

Beppe Severgnini ha detto una cosa per tutti noi...

"E’ bello essere a Washington in questi giorni. Perché si vede quello che succede qui, e non si sente cosa si dice a Roma. Immagino che in molti stiano cercando di accaparrarsi un pezzettino di Obama: un’operazione di cannibalismo politico che sarebbe divertente, se non fosse patetica.

Ho letto addirittura che il nostro primo ministro, forte dell’età e dell’esperienza, avrebbe offerto i suoi consigli al neo-eletto presidente. Sono certo che Barack Obama non aspettava altro. Anzi, sono stupito che non abbia ringraziato dal palco di Chicago. «Yes, with Silvio we can!».

Sono anche felice di evitare un’altra tribù della destra italiana: quella dei Minimizzatori-Rosicatori (Miniros). Quelli secondo cui Obama è una moda, una fantasia liberal, un’illusione e una forma di presunzione. Be’, non è vero. Questo è un signore che ha restituito all’America una reputazione e a noi una speranza. Un uomo che è riuscito a riportare alla politica - quindi, alla democrazia - una generazione che molti avevano dato per perduta, rimbecillita da schermi e videogiochi. Lui l’ha convinta, e ha vinto.

Questo ci porta a parlare della sinistra italiana, un’altra compagnia di cui, in queste ore americane, non sento la mancanza. Non voglio pensare agli sbrodolamenti, all’orgasmo politico dell’impotenza, all’autoabbronzante ideologico spalmato in abbondanza dopo la vittoria del fratello Barack. Non voglio sentire le profonde considerazioni di chi, in questo Paese, non saprebbe nemmeno ordinare un caffè. Voglio solo citare una persona, e ricordare una cosa.

Durante la diretta notturna di Sky Tg 24, su un tetto bagnato affacciato su Capitol Hill, ho portato molti ospiti. Solo due italiani, l’ambasciatore Giovanni Castellaneta e il nostro Ennio Caretto, alla sua decima elezione presidenziale. E poi tanti nuovi americani: volevo dare il profumo dell’aria che si respira in questi giorni.
Uno di questi si chiama Ivan Frishberg. E’ il presidente di Young Voter Pac (www.youngvoterpac.org), e da anni aiuta il Partito democratico a riconquistare il voto dei giovani. Il risultato di Obama dimostra che l’esito dell’operazione - aiutato dall’età di John McCain e dall’inadeguatezza di George W. Bush - è stato trionfale. Ho chiesto all’americano Ivan, pensando all’italiano Walter: come diavolo avete fatto? Mi ha risposto: il lavoro va avanti dal 2000, è costato soldi, pazienza ed è passato attraverso l’istruttiva sconfitta di John Kerry nel 2004. Si è basato su iniziative come www.rockthevote.com; sull’uso di internet come luogo di dialogo, informazione e finanziamento. Ma soprattutto su una convinzione: i giovani bisogna incontrarli e ascoltarli. Non per un mese: per anni.

Certo, i Democratici italiani potrebbero fare lo stesso. Ma dovrebbero lasciare Roma, amici, poltrone e telecamere. Non per un mese: per anni. Lo faranno? E’ probabile. Quant’è probabile che Obama ascolti i consigli di Berlusconi.

(Dal Corriere della Sera del 6 novembre 2008)

mercoledì 22 ottobre 2008

Eppure un paese ci vuole

Roberto Saviano su Repubblica di Oggi....

"Eppure Cesare Pavese scrive che "un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".

Io spesso in questi anni ho pensato che la cosa più dura era che nessuno fosse lì ad aspettarmi. Ora so, grazie alle firme di migliaia di cittadini, che non è più così, che qualcosa di mio è diventato qualcosa di nostro. E che paese non è più - dopo questa esperienza - un'entità geografica, ma che il mio paese è quell'insieme di donne e uomini che hanno deciso di resistere, di mutare e di partecipare, ciascuno facendo bene le cose che sa fare. Grazie."

lunedì 13 ottobre 2008

12 ottobre 2008

altro weekend a madrid, altri giorni di festa, altri amici, iva e massi, che vengono a trovarmi e a scoprire questa citta'-pillola di vitalita' che e' Madrid...
da quando son tornata dalle ferie e' stato tutto un casino, senza fermarsi, senza sosta, lavoro, e feste...uno stacco netto tra settimana lavorativa e weekend...e cosi siamo gia' a meta' ottobre e non ce ne siamo manco accorti...
quando stavo a firenze questa sensazione del tempo che si arrotola come una pellicola piena di immagini non ce l'avevo...
Oggi ho fatto il mio primo 12 ottobre, el dia del hispanidad...il giorno in cui Colombo e' salpato alla volta delle Indie..x poi scoprire le americhe...e vabe' state a guardare il capello...
in effetti quando sono arrivata qui mi e' un po venuto di pensarci...un altro rifiutato italiano, rifiutat da stato e chiesa...che gli spagnoli hanno adottato, pagato, e mandato all'avventura..vabe 3 caravelle ma quelle c'erano allora...che altro potevano fare?
e lui gli ha regalato le americhe e diversi anni di sfruttamento delle colonie...mica male..
a Capello dopo 500 anni gli hanno dato il Real...e gli ha dato 2 scudetti...
a me mi hanno dato un lavoro che mi piace...e io faccio del mio meglio ;-)

vabuo...son convinti che sia spagnolo..e infatti lo chiamano esoticamente Colon, ma che gli dobbiamo fare...e' il loro spirito imperialista che viene a galla... ma sai..alla fine mica si puo rinnegare certe caratteristiche...
oggi alla sfilata dei carri ispanici di LA MARCHA musica festa samba reggae tra Orishas e Daniela Mercury mi e' venuto da pensare...500 anni fa gli spagnoli hanno dimezzato meta del continente sudamericano x appropriarsi delle colonie..oggi gli abitanti delle vecchie colonie celebrano il fatto di essere stati scoperti...chissa' se tra 500 anni (se la terra e il genere umano regge) ci saranno x esempio gli iraqueni, gli afghani, i vietnamiti, eccc eccc... a sfilare a colpi di balli tipici per le strade di new york?...
sarebbe bello esserci e vederlo con i propri occhi...

Valentina e' un po inquieta sti giorni...sara' l'autunno la pioggia la saudade che ci portiamo nel nostro zainetto?

Balliamoci su!

;-)